Perchè investire in Diamanti

Diamanti da investimento

Quando si parla di diamanti da investimento, bisogna prestare attenzione a diversi fattori: anzitutto non si tratta di un investimento di tipo speculativo. Ciò vuol dire che se acquisto un diamante oggi, non posso illudermi di poter realizzare un incremento a breve termine, e neanche di recuperare lo stesso importo. Cosa vuol dire dunque investire in diamanti? La vera risposta è: “proteggere il patrimonio”.
Chi ha bisogno di tutelare i propri risparmi per il medio e lungo termine, ha la possibilità di acquistare diamanti certificati, che potrà reinserire nel mercato almeno dopo 7 - 10 anni, ma attenzione, il diamante “non è un prodotto finanziario”, né tantomeno uno strumento finanziario. Chiarire questi concetti, ci aiuta meglio a capire la natura di ciò che noi consideriamo un diamante da investimento. Quando si parla di garanzia, si intende che il diamante, secondo un andamento storico che va dagli anni '80 sino ai nostri giorni, non perde mai il suo valore intrinseco e non subisce nessuna inflazione monetaria e finanziaria, né tantomeno risente di cambiamenti politici. Pertanto il diamante può essere considerato il miglior strumento per diversificare i propri risparmi.

Un esempio che ci potrebbe fare capire cos'è un investimento in diamanti è il confronto tra l'acquisto di un bene, ad esempio un'automobile, e il diamante. Se acquisto un automobile oggi a 20.000 euro, tra 10 anni probabilmente il suo valore di mercato sarà di 5.000 euro circa, per ovvie ragioni, esempio l'usura, nascita di nuovi modelli che sostituiscono il precedente, ecc.. Chi acquista diamanti per 20.000 euro oggi, tra 10 anni avrà ancora un prodotto insostituibile, unico, che non si usura e che diventa sempre più raro. Il valore del diamante rimane inalterato nel tempo.

Il diamante è un “bene godimento”, così come possedere un'opera d'arte. A differenza di altri prodotti, i diamanti possono essere goduti da chi li possiede, possono essere facilmente spostati e trasportati da un luogo all'altro, nonché essere protetti con facilità grazie alla loro dimensione e peso.

Le quotazioni dei diamanti crescono continuamente e coprono sempre l’inflazione e la svalutazione della moneta. Perché non risentono l’inflazione e la svalutazione? Il diamante è un bene che si ottiene mediante l’estrazione dei giacimenti diamantiferi, per cui non è eterno, ma è una risorsa che ha dei limiti. Infatti, a differenza del passato, dove per ottenere un diamante da un carato puro bisognava estrarre 250 tonnellate di kimberlite, oggi bisogna lavorarne circa 500 tonnellate.
C’è da dire inoltre che paesi emergenti come Cina e India hanno aumentato e continueranno ad aumentare la loro richiesta in diamanti, pertanto il prezzo tenderà inevitabilmente a salire nei prossimi anni.

Un altro aspetto importante è la liquidità immediata che può offrire un diamante rispetto ad altri beni, soprattutto a livello mondiale e in qualsiasi contesto politico. In ultimo, i diamanti sono beni esenti da tasse.

Il prezzo dei diamanti

Esiste un listino per i diamanti? La risposta è si. Il listino si chiama Rapaport e in genere viene usato solo dagli addetti al settore. Oggi, grazie al web, il Rapaport è facilmente reperibile da chiunque, ma attenzione, il Rapaport indica il prezzo del peso, della purezza e del colore di un diamante, quindi è generico.
Il prezzo di un diamante viene determinato pure da altri fattori importanti, tra i quali il taglio, la simmetria e la lucidatura. Questi fattori influiscono proprio perché rendono la gemma molto più preziosa rispetto ad un’altra. A parità di peso, di colore e purezza, costa molto di più un diamante che ha caratteristiche eccellenti. Altri fattori sono ad esempio la fluorescenza. In genere un diamante che non ha fluorescenza costa molto di più rispetto ad uno che ha fluorescenza leggera o forte.

I prezzi indicati nel listino Rapaport indicano le quotazioni dei diamanti che vengono concluse alla borsa di New York. Non si tratta di un listino di vendita in senso stretto, piuttosto di una guida alla determinazione del prezzo che viene fatta dai professionisti del settore. I prezzi del Rapaport sono espressi in dollari statunitensi.

Nel listino Rapaport si incrociano 4 valori: il colore, la purezza, il peso e infine il prezzo. Le altre caratteristiche, quali il taglio, la fluorescenza, la pulitura, non sono considerate all’interno del listino, ma in ogni caso queste ultime incidono sul prezzo.

Cosa sono i diamanti finanziari

I diamanti che non vengono incastonati nei gioielli e, di conseguenza rimangono chiusi in blister (contenitori sigillati), sono considerati diamanti da investimento, o finanziari.

I diamanti finanziari devono essere accompagnati da un certificato internazionale riconosciuto. Gli istituti più importanti che rilasciano il certificato sono: l’IGI (International Gemological Institute) e il GIA (Gemological Institute of America).

Diamanti etici

Sono "Diamanti Etici" cioè importati esclusivamente con certificato di origine secondo la risoluzione ONU che ne garantisce la provenienza da paesi non coinvolti in eventi bellici o collegati al terrorismo internazionale.

Questi diamanti rispettano il "Best Diamond Trade Practice" contro lo sfruttamento del lavoro minorile.

Quanto investirci

Trattandosi di un investimento che permette di tutelare il proprio patrimonio, sarebbe opportuno dedicare una parte del proprio portafoglio, dal 5-20%. È consigliabile consultare un professionista, affinché un investitore possa essere guidato a fare la scelta giusta.
A seconda dell’importo da destinare, può essere conveniente comprare un solo diamante importante e raro, oppure comprare diversi diamanti di piccolo taglio (a partire da 0,50 ct). I diamanti rari, possono uscire fuori dal prezzo Rapaport, proprio perché di difficile reperimento a livello mondiale.

LINK: Repubblica.it e IlSole24Ore

Kimberley Process

Il Kimberley Process (KPCS) è un accordo di certificazione volto a garantire che i profitti ricavati dal commercio di diamanti non vengano usati per finanziare guerre civili. L'accordo è stato messo a punto e approvato con lo sforzo congiunto dei governi di numerosi paesi, di multinazionali produttrici di diamanti, e della società civile.

STORIA

Dopo una conferenza svoltasi a Kimberley, in Sudafrica, nel maggio del 2000 nacque l’accordo dello schema di certificazione KPCS. Nella conferenza venne discusso il problema della produzione di diamanti e dei conflitti nei paesi produttori. In quello stesso anno venne istituito ad Anversa il World Diamond Council per iniziativa della World Federation of Diamond Bourses e dell’International Diamond Manufacturers Association. IL World Diamond Council si propose di consolidare un sistema di controllo sui diamanti grezzi, in sintonia con i risultati emersi dalla Conferenza di Kimberley.
Dopo questa fase, nel dicembre del 2000, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sollecita la creazione di uno schema che consenta di certificare la provenienza dei diamanti da esportatori che non finanzino guerre civili.

Dopo 2 anni, nel novembre del 2002, 37 stati firmarono a Interlaken un accordo per l'attivazione di un sistema di certificazione nella circolazione dei diamanti grezzi. A quest’incontro parteciparono anche il World Diamond Council e le multinazionali coinvolte nelle attività di estrazione, commercio e vendita.

CARATTERISTICHE

I requisiti che uno stato deve soddisfare per poter partecipare allo schema di certificazione sono:
1- I diamanti provenienti dal paese d’origine non devono essere destinati a finanziari guerre civili e organizzazioni che intendono rovesciare il governo riconosciuto dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.
2- Ogni diamante esportato deve essere accompagnato da un certificato che attesti lo schema del Kimberley Process.
3- Nessun diamante deve essere importato o esportato da un paese che non ha aderito al Kimberley Process.

La Repubblica del Congo è stata esclusa nel 2004 dall'accordo perché non era capace a garantire i requisiti fondamentali del KPCS. I paesi incapaci vengono di fatto sanzionati economicamente. Nel dicembre del 2006 solo la Costa d'Avorio e la Liberia risultano ancora soggette a sanzioni erogate delle Nazioni Unite in materia di diamanti.

LINK: Kimberleyprocess.com