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Chi è Damiani

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L’AZIENDA

Damiani è una storica azienda, leader nel mercato italiano, che nasce nel 1924 e da sempre è ambasciatrice della tradizione gioielliera italiana e del Made in Italy nel Mondo. Creatività, eccellenza e imprenditorialità sono i valori chiave che guidano la famiglia Damiani,unitamente ad una profonda passione per un’arte che si tramanda di padre in figlio e che contraddistingue anche l’operato della terza generazione, oggi alla guida dell’azienda.

 

LA STORIA

Maestri Orafi dal 1924

L’azienda Damiani nasce a Valenza Po nel 1924 nel cuore del distretto orafo, quando viene fondata dal capostipite Enrico Grassi Damiani. Grazie alla sua abilità di maestro orafo, Enrico diventa in breve tempo il gioielliere a cui si rivolgono le grandi famiglie dell’epoca per la realizzazione di pezzi unici, veri e propri capolavori di raffinata maestria. Damiani è l’unica azienda orafa italiana che disegna e produce gioielli fin dagli esordi. Nel 1934 nasce Damiano Grassi Damiani, il figlio di Enrico. E’ lui che inizia un processo di potenziamento industriale e di espansione commerciale già a partire degli anni Sessanta. Promuove la ricerca nel design e l’innovazione tecnica, che segneranno profondamente l’evoluzione aziendale. I gioielli Damiani acquistano sempre maggiore notorietà grazie anche all’idea, rivoluzionaria all’epoca, di garantire il prezzo ai clienti e di creare cataloghi che contengono tutte le collezioni. I primi anni Novanta vedono l’ingresso in azienda della terza generazione. Silvia Grassi Damiani, nata nel 1966, si occupa dell’acquisto di perle e segue la comunicazione, suo fratello Giorgio, nato nel 1971, si attiva nell’export. Guido, nato nel 1968, dopo un breve excursus nel campo immobiliare passa alcuni mesi a Tel Aviv, lavorando con i selezionatori di diamanti delle più grandi aziende del mondo. Rientra in azienda nel 1994, come direttore vendite Italia. Nel 1996, Damiano Grassi Damiani scompare, vittima di un incidente, e la gestione dell’azienda, che impiega già 200 dipendenti,passa definitivamente nelle mani della consorte e dei tre figli.Oggi Gabriella Damiani è Presidente Onorario, Guido è Presidente, Silvia e Giorgio Vice-Presidente.

Alla fine degli anni Novanta, da azienda familiare, Damiani diventa realtà manageriale e nel mese di novembre 2007 si quota in Borsa, a Milano.

 

IL DESIGN

Un design di altissimo livello caratterizza ogni gioiello Damiani. Un gusto estetico, moderno e innovativo, rende unica ed inconfondibile ogni creazione. Damiani è l’unica azienda al mondo ad aver ricevuto ben 18 Diamonds International Award, l’Oscar internazionale della gioielleria. A questi riconoscimenti, si debbano aggiungere moltissimi altri premi tra cui, due Tahitian Pearl Trophy, un Haute Couture Design Award, un Vogue Joyas, svariati premi nel campo dell’imprenditoria e altrettanti nella comunicazione.

 

L’ESCLUSIVITÀ

Possedere un gioiello Damiani non significa solo possedere qualcosa di prezioso, ma soprattutto qualcosa di esclusivo o addirittura unico. Accanto alle collezioni, Damiani realizza Masterpieces, Limited Edition e capolavori unici, a volte anche creati o personalizzati su richiesta del cliente.

 

LA QUALITÀ DELLE MATERIE PRIME Damiani ha maturato una esperienza rara nell’acquisto di materie prime come diamanti, oro, perle e pietre preziose. La famiglia Damiani ha un rapporto commerciale pluridecennale con i migliori rivenditori di diamanti, pietre preziose e con i proprietari delle coltivazioni di perle in Giappone, Australia e Polinesia.

 

L’ETICA

Pietre preziose garantite anche eticamente Tutti i fornitori di pietre preziose del gruppo Damiani appartengono ad un ristretto nucleo di aziende selezionate che rispettano le risoluzioni ONU sulla provenienza delle pietre. L’adesione al Kimberley Process per l’acquisto dei diamanti e la massima attenzione all’origine certificata delle pietre rispecchiano l’importanza che ha per Damiani l’etica nel lavoro, nei mercati e soprattutto il rispetto imprescindibile di tutte le persone coinvolte, ad ogni stadio del processo manifatturiero.

Le grandi cause

Cinquanta pozzi d’acqua sono stati finanziati recentemente dal progetto Clean Water, ad opera dell’associazione non profit Drop in the Bucket, a partire dall’estate del 2011. Grazie alla collaborazione dell’azienda con la star di Hollywood,e sua testimonial,Sharon Stone,si è potuto creare una linea di gioielli,Maji,cui parte dei ricavi è donato a Drop in the Bucket.

L’attenzione di Damiani per le cause umanitarie è nota. Un esempio è l’evento del 2007 a New York in presenza di Gwyneth Paltrow per la raccolta fondi a sostegno dell’American Cancer Society. Tra le iniziative più recenti, “Damiani for Japan”, un’attività di charity con l’obiettivo di raccogliere fondi a sostegno delle donne delle aree colpite dal terremoto e tsunami del 2011.

 

LA TRADIZIONE

La storia di Damiani rimane fortemente legata alla tradizione e alla passione per l’arte orafa che ha sempre contraddistinto i gioielli del brand, che siano Masterpiece o collezioni. Gli attuali membri della famiglia Damiani che sono tutt’oggi a capo dell’azienda, Guido, Giorgio e Silvia, hanno visto creare gioielli e comprare pietre fin dalla loro più tenera infanzia. Così hanno imparato un mestiere e i suoi segreti prima ancora di diplomarsi in gemmologia e di iniziare a lavorare in azienda. Silvia Damiani ama ricordare un suo rito fanciullesco. Ogni giorno, da bambina tornando da scuola, si fermava nel laboratorio dei suoi genitori, che all’epoca stava proprio sotto casa. E lì ogni giorno prendeva in mano, sotto l’occhio attento di suo padre, quello che chiamava “il cavallino verde”, una spilla in oro, diamanti e smeraldi. Si appuntava il gioiello sul vestito e si guardava soddisfatta allo specchio. Solo allora saliva a casa. I suoi fratelli Guido e Giorgio ricordano le vacanze famigliari in Asia dove la scelta della villeggiatura veniva decisa in funzione delle visite ai grandi venditori di pietre dai quali loro padre doveva acquistare. I fratelli Damiani hanno saputo mantenere ancora oggi la qualità altissima del design e della lavorazione manuale dei loro gioielli, sempre realizzati nella fabbrica di Valenza, e continuano a comprare diamanti, pietre preziose e perle dai figli dei fornitori di loro padre.

 

IL SAVOIR FAIRE E LA QUALITÀ

Il primo valore di un gioiello Damiani è la qualità intrinseca che dimostra: quella ineccepibile delle materie prime (oro,pietre,perle) certificate,quella eccezionale della lavorazione manuale di alta arte orafa,quella dell’autenticità che è più forte del tempo. Tutti i gioielli, realizzati interamente a mano e con la massima cura per i dettagli, sono veri e propri capolavori di arte orafa.Il Savoir Faire artigiano di Damiani appare nei Masterpiece,gioielli unici e di grande valore,come in ogni sua creazione. Ogni gioiello Damiani passa per ben quattro controlli di qualità. Oggi Damiani può contare su una struttura moderna che impiega oltre cento tra designer e addetti alla produzione nel laboratorio diValenza.Tra questi,gli incastonatori,tra cui spicca la figura di Sante Rizzetto,Maestro Incastonatore da più di cinquanta anni al servizio di Damiani. Da Damiani è rimasta inalterata la tradizione nella lavorazione dei gioielli, tutti realizzati a mano con tecniche secolari e la massima cura dei dettagli. Ogni creazione orafa di Damiani rappresenta la più elevata espressione del Made in Italy nell’alta gioielleria. La qualità e il savoir faire di Damiani sono riconosciuti internazionalmente.

 

L’ARTIGIANALITÀ E IL DESIGN DEI GIOIELLI

Dalla fase iniziale a quella esecutiva,gli artigiani compiono un lavoro fatto di scoperte e segreti custoditi gelosamente, che ogni maestro ha acquisito con l’esperienza e che portano alla nascita di creazioni uniche, come uniche sono la sapiente artigianalità e il raffinato design dei gioielli Damiani, prodotti interamente italiani che hanno fatto del Gruppo un ambasciatore del Made in Italy nel mondo.

Prima fase: dall’idea al prototipo. Presso lo Studio Disegnatori del laboratorio Damiani, perviene il design del gioiello realizzato dallo studio design Damiani di Milano: si tratta di un disegno realizzato a mano libera, in alcuni casi prospettico a due dimensioni, in altri casi semplicemente dato da uno schizzo tracciato a penna o matita. Il disegno viene successivamente modellato in 3D dai disegnatori CAD dell’azienda che, grazie a programmi specifici e macchine prototipatrici, creano accurati modelli manufatti: il disegno prende “virtualmente” forma.

Seconda fase: dal prototipo dei gioielli Damiani alla produzione. Con il prototipo, che può essere in ottone, in cera o in resina, si dà inizio allo sviluppo della produzione: tutte le gomme, controllate nella loro corretta funzionalità, vengono numerate, catalogate e archiviate al reparto cera.

Terza fase: reparto cere, inizio della produzione dei gioielli Damiani. In questo reparto si utilizzano macchine ad iniezione di cera liquida, sottovuoto, con le quali si producono in serie le cere necessarie per la produzione. Radunate per ordini e quantità, le cere vengono poi montate sul cosiddetto “alberello”: da un basamento in gomma si erge il “tronco” in cera, dal quale si diramano i vari “rami” alle cui estremità sono fissate le cere.

Quarta fase: microfusione a cera persa. Dopo aver rivestito l’alberello con del gesso per fusione, si procede allo scioglimento delle cere inglobate nel gesso tramite calore. Dopo un lungo procedimento, si attiva il meccanismo di fusione sottovuoto, attuando la colata dell’oro nel gesso per colmarne ogni forma vuota. Dopo opportuno raffreddamento, dal laboratorio fusione si passa al banco da lavoro, passo successivo nella realizzazione del futuro gioiello Damiani.

Quinta fase: lavorazione al banchetto. Realizzata la fusione, i prodotti vengono raccolti e catalogati per ordine e distribuiti agli orafi, che hanno il compito di rifinire l’oggetto e successivamente assemblare il gioiello Damiani con metodi di saldatura tradizionale. Le creazioni vengono punzonate e marchiate al banco per indicare il marchio di fabbrica, il titolo della lega e il marchio d’identificazione. Il gioiello Damiani assemblato passa poi nelle mani delle pulitrici e dei controlli di qualità, effettuati per ogni processo di lavorazione.

Sesta fase: reparto incastonatura. Le pietre preziose e i diamanti Damiani, prima di essere incastonati, vengono opportunamente analizzati e selezionati.Tra le gemme maggiormente utilizzate:zaffiri,rubini,smeraldi,acque marine, onici, ametiste, quarzi, turchesi, perle bianche, nere e rosè e diamanti, i simboli per eccellenza della gioielleria Damiani.

Settima fase: rodiatura. L’ultima fase eseguita sui gioielli Damiani in oro bianco o platino è la rodiatura, un bagno in cui si riveste la superficie del metallo di un sottilissimo strato di rodio, che contribuisce ad aumentare la luminosità e lucentezza dell’oro bianco o del platino.

 

L’ARTE DEL GIOIELLO

Tutti i gioielli Damiani nascono da un lavoro profondo e appassionato di esperti artigiani orafi, maestri nel valorizzare la luce e il colore delle pietre preziose e dei diamanti, la purezza delle linee e l’unicità delle gemme, trasformandoli in oggetti eterni, capaci di trasmettere l’emozione, la storia e la passione che animano la nascita di ogni singolo pezzo. Le creazioni Damiani esprimono la qualità di un prodotto interamente italiano di sublime manifattura, che ha fatto della Maison un ambasciatore del Made in Italy nel mondo dal 1924. Il savoir faire che caratterizza i gioielli Damiani, costruito sulla qualità delle gemme, sul design e sulla preziosità, è diventato punto di forza e di riconoscibilità del marchio a livello internazionale. La bellezza e l’armonia costituiscono l’impronta stilistica dei gioielli Damiani, dove ogni singolo dettaglio mira alla perfezione estetica.

 

CORREDO PRODOTTO

I gioielli Damiani sono l’emblema di un momento speciale, dono per una persona cara o acquisto per autogratificarsi…

L’unicità dei gioielli Damiani merita una presentazione preziosa e raffinata enfatizzata da una serie di materiali coordinati con l’immagine di marca, che denotano tutta l’attenzione di Damiani nei confronti del consumatore e la cura per i suoi gioielli.

Astuccio L’astuccio è un originale scrigno, nato per sottolineare l’importanza del gioiello e impreziosirne la presentazione.

Assicurazione I gioielli Damiani sono creati per essere indossati tutto il giorno, gioielli da vivere non da custodire.

Per questo Damiani ha attivato un servizio rivoluzionario nel mondo della gioielleria: un certificato che tuteli l’acquirente per tre anni contro rapina e scippo, dal momento dell’acquisto di ogni gioiello. Perchè serenità e garanzia sono un lusso che Damiani desidera esprimere a tutti i suoi clienti. Il certificato è del tutto gratuito e si stipula al momento dell’acquisto.

 

CURA DEL PRODOTTO

Accortezze, piccoli suggerimenti, consigli per gioielli che continuino a brillare nel tempo. La cura e la manutenzione sono fondamentali per mantenere inalterati la bellezza e lo splendore di gioielli e gemme.

Alcuni gioielli possono soffrire del contatto con altri: le eleganti custodie che li accompagnano non sono solo astucci regalo, sono il prezioso riparo per collane, bracciali e orecchini. Il contatto quotidiano con detergenti è sconsigliato per i gioielli, soprattutto se le mani non vengono sciacquate accuratamente: i residui di sapone possono accumularsi, per questo motivo è preferibile togliere gli anelli quando si lavano le mani.

È importante evitare il più possibile il contatto con detersivi, ma anche con cosmetici e profumi: le caratteristiche di alcune pietre potrebbero mutare.

Infine, ricordate il consiglio principale: periodicamente è bene portare i propri gioielli, soprattutto quelli che si indossano più spesso, in gioielleria, dove mani esperte effettueranno la rimessa a nuovo.

Suggerimenti per la cura gioiello

Pulire i gioielli almeno una volta al mese in una soluzione di acqua e sapone neutro, immergendoli e lasciandoli a bagno per qualche minuto. Con l’aiuto di uno spazzolino morbido, pulire delicatamente il diamante tenendolo immerso nell’acqua. Risciacquare abbondantemente con acqua corrente tiepida, quindi asciugare con un panno.

Riporre ogni gioiello separato dagli altri, poiché i diamanti potrebbero scalfirsi l’un l’altro o scalfire altri gioielli. Non sottoporre perle e smeraldi a questo trattamento: la soluzione migliore è rivolgersi al proprio gioielliere di fiducia, perché se ne occupi al meglio.

Suggerimenti per la cura delle perle

Le collane di perle necessitano di qualche accorgimento speciale per mantenere la luce che le contraddistingue: poiché portandole il filo può scurirsi, al massimo ogni due anni è importante farle rinfilare. La vostra gioielleria di fiducia se ne potrà prenderà cura, in modo da preservarne la bellezza e l’interezza.

Suggerimenti per la cura dell’argento Damiani

L’argento è soggetto a ossidazione, cioè ad una reazione chimica con l’ossigeno il cui risultato è una patina scura che ne offusca il colore e la brillantezza. In generale, si consiglia di non fare venire a contatto i propri gioielli in argento con detergenti, creme, cloro e acqua sulfurea proprio per evitare il prodursi dell’ossidazione. Anche il sudore della pelle, in maniera diversa a seconda del proprio Ph, può contribuire ad accelerare il processo.

L’ossidazione è comunque a livello superficiale, non intacca la qualità del prodotto ed è facilmente eliminabile con un detergente specifico per l’argento.

Un po’ di attenzione vi permetterà di mantenere i vostri gioielli brillanti per sempre.

 

GLOSSARIO E SUGGERIMENTI

CERAMICA La ceramica (dal greco antico κέραμος, ‘kéramos’, che significa “argilla”, “terra da vasaio”) è un materiale composto inorganico, non metallico, ottimo isolante, molto duttile allo stato naturale, rigido dopo la fase di cottura. È un materiale già conosciuto ed utilizzato per la creazione di gioielli ed orologi a fronte delle sue proprietà chimico-fisiche unite alla qualità estetica e alla brillantezza superficiale. La ceramica utilizzata nella realizzazione dei gioielli Damiani contiene una percentuale di ossido di zirconio che conferisce alla superficie un’ottima brillantezza e la rende lucida e liscia. Ha delle caratteristiche eccezionali: antigraffio, resistente alla frizione ed all’abrasione, inossidabile, anti-allergico, resistente a tutti i tipi di sostanze chimiche di uso comune. I gioielli in ceramica, caratterizzati da elementi quali eleganza e raffinatezza, possono essere puliti semplicemente con un panno morbido che permetterà di renderli lucidi come nel momento dell’acquisto.

CORNIOLA La corniola è una varietà di quarzo da semitrasparente a opaco, in varie tonalità di rosso con tendenza anche al bruno-giallo, rosso chiaro, rosso-bruno, rosso scuro. La corniola deve il suo nome al suo colore simile a quello dei frutti della piante del corniolo, della famiglia delle cornacee. La lavorazione prevalentemente a cabochon e a sfere per collane. Per gli antichi Egizi la corniola, era il rosso simbolo della vita: legata a precise pratiche religiose. Questa gemma adornava anche il prezioso pettorale funerario del faraone Tutankhamon. I giacimenti più noti, anticamente sfruttati già dai Romani, erano quelli situati in Persia, India e Arabia.Attualmente la corniola si estrae nello stato brasiliano di Rio Grande do Sul e in Uruguay.

DIAMANTE Il diamante è costituito da un reticolo cristallino di atomi di carbonio disposti secondo una struttura ottaedrica. È la pietra preziosa più dura in assoluto, tanto da essere preso come riferimento 10 nella scala di Mohs. Questo significa che niente in natura può scalfire un diamante (se non un altro diamante). Furono gli antichi Greci che dettero alla gemma il nome “diamante”. Lo chiamarono “adàmas”, che significa l’inconquistabile: inconquistabile perché era talmente duro che nessuno sapeva come tagliarlo. Il diamante è da sempre la pietra preziosa più importante, ambita, costosa e simbolica. Era considerato il simbolo per eccellenza dell’incorruttibilità e della costanza e gli venivano attribuite proprietà particolari quali neutralizzare i veleni,scacciare spettri e demoni ed essere un potente amuleto portafortuna. La popolarità dei diamanti è aumentata a partire dal XIX secolo grazie alla maggiore offerta, al miglioramento delle tecniche di taglio e lucidatura, alla crescita dell’economia mondiale. Ci sono molti fattori che contribuiscono a determinare tutto questo: innanzitutto la bellezza innegabile della gemma e poi le caratteristiche proprietà naturali che la rendono così speciale, come la grande brillantezza e la capacità di disperdere la luce solare nei colori dell’arcobaleno. Il colore è vario così come le dimensioni dei cristalli che raramente sono più grandi di una nocciola. Fino al 1988, il record di grandezza del diamante spettava al “diamante Cullinan”, trovato nel 1905 nella miniera di Premier. Perfetto nella sua limpidezza e nel colore, pesava 3.025 carati (605 grammi) allo stato grezzo; fu quindi tagliato ottenendo 105 pietre lavorate, di cui le più grandi pesavano 516,5 e 309 (fino al 1988 le più grandi gemme di diamante mai lavorate). I principali produttori di diamanti risultano essere il Sudafrica, la Russia e l’Australia.

DIAMANTE BLACK Il diamante black è stato da sempre apprezzato dai collezionisti più esperti e negli ultimi 10 o 15 anni questa tipologia di diamanti è diventata sempre di più presente nelle tendenze della moda e sempre di più appaiono come pietre primarie per la realizzazione di oggetti particolari. Questi diamanti sono tradizionalmente apprezzati per il loro colore nero scintillante e brillante. Un certo numero di diamanti storici e famosi nel mondo hanno raggiunto la loro notorietà per l’eccezionale colore black che essi presentano. Il diamante nero più “antico” di cui si ha notizia è il “Black Orlov”, un taglio a cuscino di 67,50 carati così chiamato dalla sua proprietaria,la principessa russa Nadia Vyegin-Orlov,vissuta verso il 1750. La leggenda, che sembra inventata per creare la suspense intorno a questa pietra, narra che sarebbe stata asportata da un tempio presso Pondicherry, nell’India meridionale, nella sua forma semi-grezza di 195 carati quando era ancora conosciuto come l’ “Occhio di Brama”. Il “Black Orlov” sarebbe una delle tre gemme risultanti dal ritaglio della pietra originale, avvenuto verso l’inizio del XX secolo.

DIAMANTE BROWN Il diamante brown è da considerare un appartenente alla pregiata categoria dei fancy color diamond, anche se in natura il colore marrone e le sue varie tonalità sono comuni da trovare. Ricordiamo però che storicamente il marrone è stato il primo colore usato per i diamanti della gioielleria romana del I e III sec. a.C. Le ragioni tecniche per cui un diamante appare di questo colore sono molteplici. La maggior parte di questi diamanti presenta a forti ingrandimenti una sottilissima struttura di tipo lamellare di colorazione marrone dovuta a particolari deformazioni reticolari del cristallo stesso.

DIAMANTE FANCY Il diamante è un minerale allocromatico: il suo colore più prestigioso è il non colore.

Gemma incolore per eccellenza, il diamante si trova in natura in un’estesa gamma di bellissimi e vivaci colori che, in ordine di rarità, possono essere: rosso, verde, blu, rosa, giallo, marrone fino al nero.

Conosciute commercialmente sotto il nome di “fancy color diamonds” (diamanti con colori di fantasia), alcune sfumature di colore sono molto rare, molto più costose dei diamanti bianchi, e solo negli ultimi anni sono entrate a far parte del mercato uscendo dal ristretto contesto del collezionismo puro. Molti diamanti celebri fanno parte della categoria dei “fancies”, ovvero caratterizzati da colori inconsuete tanto per rarità, quanto per la stupenda bellezza loro conferita dalle diverse saturazioni di colore.

Il diamante Blue Hope è il più famoso dei diamanti fancy color che l’uomo conosca. Scoperta in India nel corso del 17° secolo, questa gemma del peso di 45,52 carati è ospitata nel Museo di storia naturale Smithsonian di Washington.

DIAMANTE GREY Il diamante grey deve la sua colorazione alla presenza di atomi di idrogeno. È un diamante naturale e a differenza dei diamanti “classici”, nei diamanti grey l’importanza viene attribuita esclusivamente all’originalità dell’aspetto.

ORO BIANCO L’oro bianco è un tipo particolare di lega, la cui composizione dona al metallo il tipico colore chiaro, grigio giallastro. È composto da oro (14 carati/584 millesimi o 18 carati/750 millesimi), nichel, zinco e gallio oppure oro e palladio. Tipicamente l’oro bianco fuso ha il colore grigio-giallastro, tutti i gioielli Damiani in oro bianco vengono rodiati. Il rodio conferisce il colore oro bianco brillante intenso e la lucentezza e permette una maggiore resistenza meccanica, proteggendolo dai graffi.

ORO BLACK L’oro black è il risultato finale di un trattamento galvanico-rodiatura nera che viene eseguita sull’oro bianco.

ORO BROWN L’oro brown è il risultato finale di un trattamento galvanico-doratura marrone che viene eseguita sull’oro rosso.

ORO GIALLO L’oro giallo è una lega composta da oro, argento, rame e zinco. L’oro giallo è quello che più comunemente, nel passato, veniva associato all’idea di un gioiello. Il suo colore rimanda immediatamente alla purezza e all’elevato valore di tale metallo. Damiani utilizza generalmente la composizione 3N (composizione standard nella tabella della Normativa Europea EN 28654) che deriva da un bilanciamento tra rame e argento, riconosciuto a livello internazionale.

ORO ROSA L’oro rosa è una lega composta da oro, argento, rame e iridio. Il colore rosa è conferito dall’uso di una percentuale maggiore di rame rispetto all’oro giallo. Damiani utilizza generalmente la composizione 5N (composizione standard nella tabella della Normativa Europea EN 28654) che deriva da un bilanciamento tra rame e argento, riconosciuto a livello internazionale.

PERIDOTO Il peridoto è una miscela isomorfa di silicato di magnesio e di ferro e proprio al ferro deve il suo caratteristico colore verde. Ha lucentezza vitrea e aspetto oleoso. La denominazione di peridoto è di origine incerta: si presuppone derivi dal greco e significhi “abbondanza”, in riferimento, alle molteplici facce presenti nei suoi cristalli. Questo minerale è conosciuto anche con altri due nomi: “olivina” per la somiglianza con il colore dell’oliva e “crisolito” che in greco significa “pietra d’oro”, per il colore giallo oro che può assumere. I principali giacimenti sono nell’isola di Zebirged (Mar Rosso), in Brasile, in Arizona e New Mexico in Australia e in Norvegia.

PERLA La perla è una struttura sferica costituita essenzialmente da carbonato di calcio in forma cristallina deposto in strati concentrici, e prodotta dai tessuti viventi dei molluschi (tipicamente le ostriche). Il termine “perla” deriva dal latino “pernula”, il nome con cui si indicava la conchiglia che la contiene. Una perla si forma quando un corpo estraneo, come parassiti o pezzi di conchiglie, si ferma nella cavità palleale. Esso viene ricoperto da strati successivi di madreperla, allo scopo di difendere i tessuti dell’animale dall’irritazione. Si depositano vari strati di calcio che, in combinazione con altri minerali, creano questi particolari oggetti preziosi. Il colore più comune delle perle è il bianco, ma esistono sul mercato anche perle rosa, crema, viola, grigie e nere. Il valore delle perle varia enormemente a seconda delle dimensioni, del colore, della lucentezza, della qualità della superficie, della forma, della compattezza e della loro origine. Il fascino delle perle era ben conosciuto fin dagli antichi: le nobildonne romane reputavano la perla il gioiello più elegante e raffinato e pare che la regina Cleopatra possedesse le due perle più grandi del mondo. Un’antica leggenda araba racconta che le perle sono gocce di luna cadute nel mare per adornare la bellezza femminile. Presso gli antichi greci, la perla era il gioiello di Afrodite e in quanto tale simbolo d’amore.

Colore

Il colore di una perla viene osservato sotto due aspetti: il colore di base e la sfumatura. Le perle presentano infinite combinazioni di colori e sfumature ed è difficile dare a priori delle categorie fisse.Per valutare la bellezza del colore bisogna accertarsi che sia disposto in maniera omogenea, senza macchie o aloni sbiaditi.

Al fine di una corretta valutazione del colore delle perle si consiglia l’osservazione con l’uso di lampade a luce nordica ed una base di colore bianco. Dimensioni

Il valore di una perla singola o di un filo dipende direttamente dalle dimensioni. I parametri relativi vengono rilevati con calibri di precisione e dati in millimetri. Come per la altre gemme, quanto più grande è una perla tanto maggiore è il suo valore.

Forma

Le perle possono presentare le forme più diverse: sferica, semi sferica, ovale, a bottone, a goccia, barocca, anellata, gemellata. La forma perfettamente sferica, da sempre associata all’idea di perfezione, è la più pregiata per ogni tipo di perla, ma anche perle dalla forma a goccia raggiungono valori molto alti. Le stesse perle barocche, quando possiedono una irregolarità piacevole e particolare,sono pregiate:la difficoltà di reperire perle con le stesse forme determina la rarità di fili composti da barocche di aspetto simile.

Oriente L’oriente di una perla è costituito dall’insieme dei fondamentali fenomeni ottici quali dispersione, riflessione e rifrazione della luce che incide sugli strati di perlagione. Per osservare questo particolare effetto ottico si osservano le perle con una luce diffusa su fondo bianco e lo si percepisce come un insieme di colori spettrali in movimento sulla superficie delle perle stesse.

Perlagione La perlagione il grado di coltivazione è osservabile con una lente a 10 ingrandimenti, quando è presente il foro, ed è definito: insufficiente, sottile, medio, spesso. Una buona coltivazione comporta uno strato da medio a spesso.

Superficie Per aspetto della superficie si intende una valutazione visiva di tutti i caratteri esterni presenti sulla superficie delle perle e dovuti a cause naturali. Alcuni segni tipici sono per esempio screpolature, nervature, infossamenti e piccoli rilievi. Le minute imperfezioni che ogni perla sopporta rappresentano il documento ufficiale della loro naturalità. La superficie di una perla deve presentarsi il più possibile liscia, levigata ed esente da irregolarità.

PLATINO Il platino è un metallo di colore bianco-grigio e si trova nella sabbia mescolato con l’oro e con altri metalli preziosi. Resiste alla corrosione e si trova sia allo stato nativo che in alcuni minerali di nichel e rame. Il nome platino deriva dallo spagnolo “platina”, diminutivo di plata, argento. Il suo simbolo è Pt. I conquistadores, alla ricerca di oro e argento, lo chiamarono così quando lo incontrarono per la prima volta a metà del XVIII secolo in Colombia. Solo nei primi del Novecento il platino si rivelò tra i più preziosi metalli esistenti. Il platino è duttile, malleabile e possiede più dell’oro una straordinaria resistenza, rendendolo adatto alla produzione di gioielleria, considerandolo più prezioso dell’oro.

Si trova principalmente nei depositi alluvionali dei fiumi della Colombia, dell’Ontario, dei monti Urali ed in alcuni degli Stati Uniti occidentali.

QUARZO CITRINO Il citrino è una variante di quarzo di colore giallo, caratteristica da cui prende il nome (dal francese citrin, giallo). Con il termine Citrino ci si riferiva sin dal XVI secolo a parecchie pietre di colore giallo (Berillo, Zircone etc.). Solo nel 1546 esso venne per la prima volta associato ai quarzi gialli. Per la somiglianza nella colorazione, è spesso erroneamente denominato topazio, gemma di maggiore valore commerciale e di altra specie mineralogica.

Tradizionalmente, fin dall’antichità, è stato riconosciuto al quarzo citrino il potere di portare leggerezza, buonumore, allegria alla persona che lo porta addosso. Il quarzo citrino naturale è relativamente raro. I principali giacimenti sono in Brasile, in Madagascar e negli Stati Uniti.

QUARZO FUMÉ Il quarzo fumé o affumicato è una variante di quarzo la cui colorazione va sfumando dal grigio fumo a più calde tonalità di marrone sulle punte terminali, nelle sue qualità più scure, tendenti al nero, viene detto “morione”. Si forma nelle pegmatiti o, per via idrotermale, nelle druse e nelle spaccature della roccia. Il suo colore è dovuto principalmente alla presenza dell’Alluminio e del Litio. Il quarzo ha la stessa genesi del cristallo di rocca (perfettamente incolore) e come tutti i quarzi microcristallini ha uno splendore vitreo. In passato nelle regioni alpine,si pensava che il Quarzo affumicato tenesse lontana la cattiva sorte. Per questo motivo, in molte altre zone dell’Europa, con esso venivano prodotte delle croci che i soldati portavano con sé in battaglia. Possiede una durezza pari a 7 della scala Mohs e i suoi maggiori giacimenti si trovano in Brasile, in Madagascar, nello Sri-Lanka ed in Svizzera.

RODOLITE La rodolite appartiene al gruppo dei granati;è una variante di colore rosso-rosato e rosa-porpora, composta da una miscela di piropo (57%) e di almandino (35%). Il nome deriva dal greco Rhòdon rosa e Lithos pietra, quindi Pietra Rosa. La prima fu scoperta negli Usa. Maggior provenienza si ha da Stati Uniti, Zimbabwe,Tanzania e Sri Lanka.

ROSE CUT Il taglio “a rosa”, in uso sin dal 1500 e così chiamato perché ricorda il bocciolo di una rosa, è di ragguardevole lucentezza e ci riporta alla magica storia del diamante Gran Mogol, annoverato tra i più celebri di tutti i tempi. Si narra che un tagliatore veneziano nella seconda metà del 1600 trasformò in India una pietra grezza in una gemma di 280 carati. La leggenda vuole che non si sappia con certezza cosa sia avvenuto di questa gemma spettacolare ma la bellezza di questo taglio ancora riproducibile è rimasta invariata nel tempo. Il taglio di base rosa ha una base piatta (senza padiglione) e una corona composta da sfaccettature triangolari (di solito 12 o 24) in disposizione simmetrica, che si ergono a formare un punto. Essi sono di solito schema circolare.

RUBINO Il rubino è la varietà rossa del minerale corundum, uno dei minerali più duri della Terra. Nella scala Mohs raggiungono la durezza di 9, seconde solo ai diamanti. Il nome deriva dal latino medievale rubinus che a sua volta deriva dal latino classico rubeus=rosso. In campo gemmologico è una delle quattro pietre principali, è facile inoltre trovare stupendi esemplari di questa gemma in gioielli di ogni epoca.

Tra le pietre più famose si possono annoverare le seguenti: De Long Star: rubino stellato di ct 100 custodito presso l’American Museum of Natural History di New York .

Rosser Reeves: rubino stellato di ct 138,7 conservato presso la Smithsonian Institution di Washington.

Edward: ct 167 conservato al British Museum di Londra.

Raramente si trova in giacimenti primari, più spesso è estratto in depositi alluvionali lungo l’alveo dei fiumi. I maggiori giacimenti si trovano in, Cambogia,Thailandia, Sri Lanka,Tanzania e Birmania.

SMALTO Lo smalto è un rivestimento impermeabilizzante coprente di varie tonalità, composto da pasta vetrosa (sabbia di silice e feldspati) con aggiunta di ossidi metallici coloranti. Smalti policromi

hanno decorato i gioielli fin dall’antichità: molto apprezzati dai Greci, è in epoca bizantina che raggiungono il massimo splendore. L’origine della parola smalto non è univoca, c’è chi la vuole derivata dal sostantivo maschile fràncone “smalt”, chi invece la vuole derivante dal tedesco medioevale “schmel-zen” (fondere), questa parola tedesca sembra adattarsi meglio della prima.

Esistono circa 700 colori di smalto, ma con la tecnica della stratificazione dei diversi colori, si possono ottenere infinite combinazioni.

Oggi lo smalto, grazie alle sue bellissime combinazioni, viene utilizzato per impreziosire di colore i gioielli.

SMERALDO Lo smeraldo è la varietà di colore verde del berillo. Il suo colore è causato da minime tracce di cromo e vanadio della struttura cristallina. Il nome Smeraldo deriva dal francese “esmeraude” che a sua volta ci riporta attraverso il Latino alla radice greca “smaragdos” che significa semplicemente “gemma verde” .

È una gemma trasparente resa sovente traslucida dalle numerose inclusioni che costituiscono caratteristica intrinseca di tale gemma che non ne compromettono la bellezza, ma sono al contrario garanzia della sua origine naturale. Gli smeraldi più conosciuti sono senza dubbio quelli appartenenti ai gioielli della corona dell’Iran di cui fa parte una collezione di centinaia di pietre il cui peso varia dai 10 ai 300 carati.

Tra gli smeraldi più famosi ci sono: Patricia:cristallo di smeraldo di perfetta forma esagonale dal peso di 632 carati conservato presso il museo di scienze naturali di New York;

Devonshire: Cristallo di smeraldo avente peso di 1384 carati, proveniente dalla miniera di Muzo (Colombia), donato dall’imperatore del Brasile al Duca di Devonshire;

Mogul: smeraldo di 218 carati di forma piatta su cui sono incisi un motivo floreale ed una preghiera in arabo risalente al 1695. Custodito a New York. I maggiori giacimenti si trovano in Colombia, India, Zambia, Russia, Pakistan e Brasile.

TOPAZIO Il topazio è un silicato di fluoro e alluminio che si presenta in natura in una grande varietà di colori:

incolore,giallo,rosso-marrone,rosa,azzurro,blu-verde.Alberto Magno consigliava di combattere la follia e gli incubi con topazi color oro. Si credeva che il suo potere magico aumentasse durante la fase lunare crescente e diminuisse in fase calante. Gemma piuttosto rara ed accattivante è sovente confusa con altre pietre che presentano la medesima colorazione, specialmente con il quarzo, nelle tonalità bruna e gialla. I topazi marroni, gialli, arancio, ciliegia, rossi e rosa, si trovano in Brasile e nello Sri Lanka. I topazi rosa si trovano in Pakistan e Russia.

TSAVORITE La Tsavorite è una variante di granato trasparente di colore che va dal verde pallido ad un verde molto intenso, assai brillante in tutte le tonalità. Il termine tsavorite o tzavorite deriva dal nome del parco al confine tra Kenya e Tanzania in cui venne scoperta per la prima volta nel 1967 dal geologo britannico Campbell R. Bridges. La sua durezza è paragonabile a quella dello smeraldo, ma presenta caratteristiche di maggiore resistenza agli urti,che la rende più facilmente tagliabile e meno soggetta ai danneggiamenti accidentali derivanti dall’uso dei gioielli in cui è inserita. I maggiori giacimenti si trovano in Tanzania, Pakistan e Sud Africa.

ZAFFIRO Lo zaffiro appartiene alla famiglia mineralogica del corindone. Le pietre di dimensioni elevate sono estremamente rare e questo si riflette nel loro prezzo, infatti uno zaffiro superiore ai 3 carati è considerato molto raro. La parola “zaffiro” deriva dal termine greco “sappheiros” ovvero “azzurro” oppure potrebbe derivare dall’ebraico “sappir” con il significato di “la cosa più bella”.

Mineralogicamente essendo un corindone lo si può ritrovare di qualunque colore, anche se quello più conosciuto è quello blu, quello che nel linguaggio comune viene associato alla parola zaffiro.

In ogni caso, la Natura ci dona diversi tipi di corindoni colorati che in relazione agli elementi che li compongono, assumono diversi e stupendi colori. Questi vengono comunemente chiamanti zaffiro giallo, zaffiro verde, zaffiro rosa, zaffiro viola e zaffiro azzurro. Tutti i corindoni citati presentano proprietà fisico-ottiche che rientrano nei valori usati per il rubino (corindone roso) e lo zaffiro. Tra gli zaffiri più celebri si possono trovare le pietre seguenti: Ruspoli, zaffiro tagliato a forma di prisma obliquo senza difetti e di bellissimo colore. Il suo peso è di circa 135 carati ed è conservato presso il museo mineralogico di Parigi.

Stella d’India: superbo cabochon blu lattiginoso del peso di 536 carati, avente diametro di cm 4 custodito presso l’American Museum of Natural History di New York ove si trova anche lo “Star of Midnight” del peso di 116 carati di forma ovale tagliato a cabochon. I principali giacimenti sono situati in Cambogia, Thailandia, Sri Lanka, Africa, Australia, India e Birmania.